Memoriale del Milite Ignoto

Capo d'Orso · Nord Sardegna

Memoriale
del Milite Ignoto

Concorso YAC per un memoriale dedicato al Milite Ignoto, immaginato come un'esperienza attiva e non come uno spazio di memoria inerte. Il progetto guida il visitatore in un percorso tra discesa e risalita, oscurità e luce, morte e rinascita: una sequenza spaziale che attraversa il paesaggio di Capo d'Orso e costruisce un dialogo tra la violenza della guerra, la natura e la possibilità di rigenerazione.

LuogoCapo d'Orso · Nord Sardegna
Anno2018
ConcorsoYAC · Bologna
Organizzatore del concorsoYAC
CategoriaConcorso · Museo · Paesaggio
ProgettistiIng. Marco Bellomo · Arch. Giuseppe Bellomo · Dott. Andrea Quagliana
01 / Memoria come esperienza

Un percorso spirituale in cui il visitatore è parte attiva.

Il concept mette in discussione l'idea del museo come contenitore silenzioso di contenuti ormai lontani. Qui la memoria viene resa esperienza: il memoriale accompagna il visitatore attraverso atmosfere dapprima perturbanti e poi aperte alla liberazione, chiedendo di attraversare fisicamente una condizione limite. L'orrore della guerra non viene rimosso, ma posto all'inizio di un cammino che cerca nel paesaggio e nella materia un possibile riscatto.

Il tempo è l'elemento che scandisce questa esperienza. Vita e morte sono pensate come estremi di un ciclo che non coincide mai del tutto: il progetto traduce questa tensione in un itinerario che parte dalle profondità, attraversa la piazza e gli spazi del museo, e arriva alla sommità del promontorio.

02 / Il viaggio dei Giganti

Caronte, piazza, monolite e labirinto: una sequenza di luoghi per perdersi e ritrovarsi.

Il sentiero iniziale, denominato percorso Caronte, introduce alla discesa e alla dimensione del passaggio. La Piazza dei Giganti costituisce il centro del progetto: una fonte circolare, assimilabile a una cavea, costruita da cerchi concentrici che richiamano l'immagine dell'Inferno dantesco. Al suo interno, una porzione triangolare offre gradoni per la sosta e la contemplazione dell'acqua.

Oltre la fonte si erge un monolite cavo a spirale, abitato dalla figura di un gigante. La materia del manufatto richiama le pietre sonore di Pinuccio Sciola: il contatto con le pareti diventa parte della visita e introduce una dimensione ipnotica. A fianco, il labirinto riprende una figura antica del viaggio spirituale: bisogna smarrirsi per poter ritrovare una direzione.

Memoriale del Milite Ignoto, tavola 1
Concorso YAC · Tavola 1
Memoriale del Milite Ignoto, tavola 2
Concorso YAC · Tavola 2
Memoriale del Milite Ignoto, tavola 3
Concorso YAC · Tavola 3
Memoriale del Milite Ignoto, tavola 4
Concorso YAC · Tavola 4
Memoriale del Milite Ignoto, tavola 5
Concorso YAC · Tavola 5
Memoriale del Milite Ignoto, tavola 6
Concorso YAC · Tavola 6
Memoriale del Milite Ignoto, tavola 7
Concorso YAC · Tavola 7
03 / Paesaggio e acqua

Il promontorio di Capo d'Orso come controcampo della memoria.

La salita verso il memoriale non è soltanto un collegamento, ma la misura del rapporto con il paesaggio. La bellezza della natura mediterranea si pone in contrasto con la violenza degli eventi ricordati, offrendo al visitatore una condizione di ascolto. I riferimenti alla civiltà nuragica e ai Giganti di Mont'e Prama non sono citazioni figurative, ma strumenti per costruire una continuità con i temi della morte, del culto e della rinascita presenti nel territorio.

L'acqua accompagna l'intero sistema di spazi. Nel museo sotterraneo i giganti appaiono sospesi in vasche: sono figure della memoria dei caduti, ma anche presenze poste in una materia ambivalente, capace di evocare l'abisso e insieme la rigenerazione. All'ultima tappa, il ritmo regolare di una goccia d'acqua misura il tempo dell'esistenza e conduce verso un luogo dominato da un grande albero, immagine finale del divino.

Un memoriale che non chiude la memoria nel passato, ma la trasforma in un viaggio attraverso spazio, paesaggio e tempo.

Il progetto lega la memoria del Milite Ignoto alla materia del promontorio, alla cultura nuragica e a un percorso capace di coinvolgere il visitatore in prima persona.